Mirko Zullo – Abitudine
Mi vesto di mare quando dico una cosa che poi devo anche fare.
Mi vesto di mare quando dico una cosa che poi devo anche fare.
Le cose complicate vengono scartate come in un processo di selezione naturale, così come le persone. Si tende a scegliere quelle semplice, pacate, che non creano problemi, che non hanno crisi esistenziali né crolli emotivi, le si sceglie convinti di poter viaggiare poi in un fiume di tranquillità.Per questo delle persone difficili ci si dimentica, le si accantona, si tende ad evitarle così da non sentirsi troppo pressati dalla loro presenza.Ed io ho saltato questa fase della selezione naturale. Come per un difetto genetico, come se ricoperta da una coltre di ghiaccio tanto spessa da non permettermi di guardare oltre o di riprendere calore, io cado in errore.Cerco l’errore, la difficoltà, la strada in salita, il sasso nella scarpa, gli occhi gonfi ed il cuore impazzito. Mi emoziono quando non devo, piango mentre tutti sorridono, sorrido tra i fiumi di lacrime. Io mi nutro degli scarti di chi seleziona per un’evoluzione perfetta della specie. Cerco negli angoli, nel buoi dei disastri. Cerco i fallimenti, gli sconfitti, i ritirati.Cerco chi mi somiglia. Cerco il mio errore perfetto.
Potrei leggere la pagina dello sport anche se i miei capelli andassero a fuoco.
Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato.
Dovrei smetterla di dividermi tra testa e cuore.
Volevo fossi il libro più bello che abbia mai letto, ma oltre la copertina non…
Quando si guardano troppo le stelle, anche le stelle finiscono per essere insignificanti.