Cesare Pavese – Tempi Moderni
Nulla si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre.
Nulla si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre.
Chi fossero i miei compagni di quelle giornate, non ricordo. Vivevano in una casa del paese, mi pare, di fronte a noi, dei ragazzi scamiciati – due – forse fratelli. Uno si chiamava Pale, da Pasquale, e può darsi che attribuisca il suo nome all’altro. Ma erano tanti i ragazzi che conoscevo di qua e di là.Questo Pale – lungo lungo, con una bocca da cavallo – quando suo padre gliene dava un fracco scappava da casa a mancava per due o tre giorni; sicché, quando ricompariva, il padre era già all’agguato con la cinghia e tornava a spellarlo, e lui scappava un’altra volta e sua madre lo chiamava a gran voce, maledicendolo, da quella finestra scrostata che guardava sui prati, sui boschi del fiume, verso lo sbocco della valle.
Finché i bambini piccoli vengono lasciati soffrire, non c’è vero amore in questo mondo.
Mi chiedo spesso se esistano forme di vita intelligenti su altri pianeti, in altre galassie, nelle discoteche.
Tutto ciò che bisogna sapere nella vita moderna è dove siano le Duchesse: tutto il resto è abbastanza deprimente.
L’assurdo nasce dal confronto fra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silenzio del mondo.
Benché siamo sette miliardi di persone sulla terra, è pur vero che nemmeno la metà ragiona con la propria testa, e forse solo poche decine di persone hanno il privilegio e la convenienza di farci pensare come loro!Insomma su miliardi di cervelli la maggioranza non ragiona con la testa propria!