Anonimo – Tristezza
Non voglio molto, ma non riesco ad avere nemmeno quel poco che voglio.
Non voglio molto, ma non riesco ad avere nemmeno quel poco che voglio.
Il passato ritorna, i ricordi riaffiorano,il mondo cambia, ma le persone… no…
Poichè a sera potrò vederti, Amore, anche il tramonto, con cui pur muore il giorno, mi dà piacere dolce…
Le ferite del cuore lasciano segni indelebili.
L’amore è come il fuoco: se ci giri intorno o ti riscaldi, o ti bruci, o ti asciughi, ma di sicuro ti da quella luce in più per poter vedere anche dentro di te.
Come si fa a calcolare il peso di un dolore? Si contano la quantità delle lacrime, oppure i frammenti d’anima persi qua e là? Come si fa a calcolarne l’intensità quando ogni dolore ha una storia diversa da raccontare, una storia che fa male?
È stato un attimo. Mi sei apparsa dinnanzi quasi per caso, i miei occhi mestamente per terra puntati, guardandosi intorno con fare dissuaso dal tuo esistere vennero illuminati. Guardarti, sognarti, quasi un incanto, stupirmi di te per istanti infiniti, storditi da una bellezza, da non poter dir quanto, i miei raminghi pensieri da te rapiti. Tutto nasce e tutto muore in un attimo solo, amori e delusioni s’accavallano nello stesso momento emozioni che ti rapiscono e prendono il volo, ma poi cadono e muoiono senza lamento. Ti ho visto, ammirata e in parte compresa, completamente schiavo di quel tuo guardarmi, ho abbassato di colpo ogni mia difesa ed è bastato un attimo per innamorarmi. Il mare è rinchiuso nei tuoi occhi, quegli occhi che brillano di luce… degli occhi che se guardo sfuggono, occhi che ti riempiono di gioia, e per quegli occhi tu continui a sorridere, a sognare… solo i tuoi occhi riescono a giocare con le stelle!