Rosa Ramirez – Tristezza
Non voglio piangere, non voglio sapere più niente di te, almeno per un po’, ma queste lacrime portano il tuo nome e, come coltelli affilati, lasciano cicatrici dietro di loro e dentro di me.
Non voglio piangere, non voglio sapere più niente di te, almeno per un po’, ma queste lacrime portano il tuo nome e, come coltelli affilati, lasciano cicatrici dietro di loro e dentro di me.
La solitudine mi ha fatto doppia perché io non fossi più mancante dell’altro. È attraverso l’altra voce dentro me che mi faccio compagnia: scissa, ma unita; rotta, ma intera; una, ma non una.
De-pensarsi… finché non vi sia più nulla di sé e tutto si perda nel vento e nel sole, nulla, tranne un piccolo punto di dolore.
Sono fiera di appartenere alle donne dolci, tenere, a quelle che sanno amare con il cuore, con l’anima. Fiera del mio carattere, sensibile, umile, che si fida di tutto e di tutti, ma che non mi ha mai fatto abbassare la testa di fronte a nessuno. Quando qualcuno l’ha voluto fare, ecco la mia risposta: un gigantesco sorriso e una parola carina. Sarò troppo ingenua? Preferisco esserlo perché nel mio cuore c’è tanto amore.
Tante sono state le delusioni della vita, che le mie lacrime si sono prosciugate!
Le delusioni sono visite assai sgradite. Bussano alla porta a degli orari improbabili cogliendoti sempre di sorpresa.
A volte capita che ci pentiamo di ciò che facciamo, magari spinti dal senso di colpa che ci soffoca dentro, e dal quale ci vogliamo liberare, l’unico modo per farlo è tornare, e sperare di essere ascoltati, compresi, e di nuovo accolti.