Patrizia Luzi – Tristezza
Non è tanto la parola a ferire, lo fa di più la bocca che pronuncia quella parola.
Non è tanto la parola a ferire, lo fa di più la bocca che pronuncia quella parola.
La notte ha perso tutto il suo fascino, da quando viaggi libera su cieli ignoti, non raggiungibili dal mio triste sguardo… Addio Stella Cometa.
Mi hai detto che non puoi metterti con me perché io non sono alla tua altezza, ma vedi amore la nostra doveva essere una favola e tu dovevi amarmi soltanto guardandomi negli occhi!E anche se dici che questa è la realtà, se tu che non sei “all’altezza” dei miei sentimenti, dato che per tè sono troppo profondi e rischi di affogarci… come tu mi dicevi che non sai nuotare!
Arrivi ad un punto dove lo senti dentro, di aver bisogno di qualcosa di nuovo. Qualcosa che ti sia necessario per scoprire te stessa. Perché sei maledettamente stanca di fissarti allo specchio e distogliere lo sguardo. Sei stanca di ripeterti che va tutto bene. Sei stanca di fingere sorrisi. Sei stanca di non poter scoppiare in lacrime. Di non poter lavar via lo schifo che ti ritrovi addosso. Non sai più chi sei. Hai bisogno di ritrovarti. Di prenderti per mano. Di non lasciarti andare. Mai più.
Lentamente una sigaretta ormai giunta al filtro si spegne così come la mia vita senza te…
Un giorno decisi di vivere la mia favola con te e fu la scelta più bella e importante della mia vita. Il tempo e il destino, artefici del nostro amore, hanno confermato e reso perfetta ogni cosa. Come in un sogno, vivi nel mio cuore, sei e sarai all’infinito quell’emozione continua che mi fa palpitare anche solo se mi sfiori o ti penso, in assoluto sei il mio respiro, altrimenti morirei.
Il proibito ha sempre avuto il suo fascino. Infatti è proprio quando non si può, che c’è ancor più gusto a farlo.