Mariella Buscemi – Tristezza
Sgretolo la mia solitudine così, ché leggere è essere sempre in compagnia di un Io rimosso e rimaneggiato attraverso occhi e cuore, riedizione di vite passate che ritornano grazie alla narrazione.
Sgretolo la mia solitudine così, ché leggere è essere sempre in compagnia di un Io rimosso e rimaneggiato attraverso occhi e cuore, riedizione di vite passate che ritornano grazie alla narrazione.
Sei mesguardo silenziosoche non sente più carezzesfiorare l’animaSei memanto neroche soffoca il respiro di un cuoreche ha spento ogni suo battitoSei mestella senza luceche come spina, laceri un voltoche rispecchia solo tristezza.
È un’equazione troppo semplice dire: “chi ha sofferto non rifila fregature”; chi ha sofferto entra all’interno di un meccanismo tale per cui, ed incosciamente, ricerca un capro espiatorio per un sistema di pareggiamento dei conti. Dovrebbe amare ed essere dimentico delle ferite, tuttavia, le cicatrici rimangono in superficie, sulla pelle e ricordano il passato in ogni momento, basta buttarci uno sguardo distratto; in ogni caso, prevale questa vendetta arcaica.
Le delusioni del passato, sono la pesante valigia che portiamo nel nostro viaggio. Vorremmo abbandonarla, perché molto faticosa da trascinare. Ma chi ha vinto la delusione, sa quanta forza dà quella valigia.
Non capisco più nulla. Ho 19 anni, dovrei essere libera come una splendida farfalla di librarmi nell’aria, invece vegeto piangendo in un letto, con il cuore sofferente e pieno zeppo di ricordi.
Parlare al silenzio. Quando si è disperati lo si fa, si parla al silenzio.
Non sprecare il tuo tempo con delle persone che non ti sanno apprezzare. Dedica tempo a quelle persone che hanno stima, rispetto, gentilezza, educazione nei tuoi confronti.