Anna Maria D’Alò – Tristezza
ll dolore è la finestra da cui si può apprezzare la bellezza della vita.
ll dolore è la finestra da cui si può apprezzare la bellezza della vita.
Il cielo ha il sapore dell’innocenza.
Ci sono cicatrici così profonde nell’anima che malgrado gli sforzi nemmeno il tempo potrà mitigare, sono quelle che si creano quando hai conosciuto il dolore nella sua forma più lancinante, in cui perdi la fiducia nella vita, dove speri di scomparire o di non risvegliarti mai più. Queste sono cicatrici che ti faranno chiudere il cuore a chiunque cerchi un pertugio per entrarvi, poiché la paura ha preso il sopravvento e probabilmente niente e nessuno riuscirà a scalfirla.
La vita non è qui sui marciapiedi di questa città, con la noia e la nostalgia per compagnia, con la malinconia che uccide a questa età. E tu, in cerca di un posto che non c’è, e la voglia di andar via da tutti, anche da te con il cuore che si scuoia cercando quel che non ha e intanto in cielo un sole che non c’è è tramontato già, un altro giorno è passato ed è sera già.
Si può essere in ottima compagnia quando si è soli con se stessi, ma si può anche essere soli e basta.
Sono stanca di piangere. Voglio un sogno in cui credere e un bacio che mi accarezzi il cuore.
Il fiume è la coerenza, il lago è la staticità, le cascate sono la follia e il mare è la profondità. Siamo fiumi e laghi che raggiungeranno il mare solo attraversando l’ebbrezza tumultuosa delle cascate.