Vincenzo Costantino – Tristezza
Non c’è più grande tristezza di un silenzio non capito.
Non c’è più grande tristezza di un silenzio non capito.
La mia incomprensibile felicità malinconica. Idioma che non si può tradurre.
Se io sono il fallimento, tu sarai il mio debito.
È una battaglia persa! Lo è sempre stata! Probabilmente ne ho sempre avuto consapevolezza, e allora mi chiedo: perché ho combattuto!?
Nelle notti senza luna, quando tutto è tenebra, le tristezze si acutizzano ed i fantasmi della mente spezzano le catene… crollano i castelli della speranza, ma repentinamente si ricompongono le torri.
Chi non ha mai sofferto non apprezzerà mai quanto valore si nasconde dietro ai momenti di semplice quotidianità.
Ci sono persone eterne, eterne come viaggi, come attese, come minuti. Persone che come quei viaggi, quelle attese, quei minuti non vorresti passassero mai.