Michelangelo Da Pisa – Tristezza
Il dolore è un suggeritore di poesia, ti sporca la pelle per decantare la purezza dell’animo.
Il dolore è un suggeritore di poesia, ti sporca la pelle per decantare la purezza dell’animo.
Chiudi gli occhi e pensa a cosa lasceresti di te se morissi ora, in questo preciso istante. Ora riaprili e incidi il tuo nome nel tempo. Donati, migliorati, diffonditi.
Detesto i teoremi sull’amore, chi cerca di spiegartelo, di importi la propria visione. Mi piace leggerlo negli sguardi di chi me lo racconta, perché è sempre un romanzo diverso, un errore da rifare, un ostacolo sul quale inciampare nuovamente, un rimpianto da colorare. Alle teorie ho da sempre preferito la pelle, profumata, ferita, rimarginata, pronta a ricevere ancora sole.
Pulsa il tormento delle rime alternate a cui vien negato l’ardore di un bacio.
Che cos’è la tristezza se non il sentirsi profondamente soli?
Può essere una coincidenza, un’illusione, un sottoprodotto mentale, un surrogato sentimentale, una speranza, una tortura,…
Non è l’allontanarsi delle persone a farmi male, si anche, ma quello che mi uccide è scoprire che fin quando mi sono rimasti accanto hanno solo finto!