Mariella Buscemi – Tristezza
Quando si è molto sofferto, tutto sembra un abuso, ogni sorriso un pugnale, ogni carezza uno schiaffo.
Quando si è molto sofferto, tutto sembra un abuso, ogni sorriso un pugnale, ogni carezza uno schiaffo.
Ho sempre pensato che i collezionisti avessero un aspetto ossessivo, malato, come se la mancanza di qualcosa li costringesse a fare mucchio di altro per sopperire alla scarsezza. Si collezionano le farfalle, le monete, i francobolli, gli orologi ed ogni genere di cosa esistente, ma mi costerna profondamente il collezionista di persone; cosa ne collezioni non saprei, se i nomi, i volti, i corpi, le storie di vita, i sentimenti o i loro cuori spezzati ed abbandonati nell’urgenza di arricchire la collezione.
Nessuno schiavo è più infelice di quello che mette al mondo figli destinati a essere schiavi.
Succede spesso; sapere che c’è la sagoma perfetta che s’incastra a noi, immersa in un’alchimia che ha quasi del mistico. Il paradosso? Non ci siede quasi mai a fianco: è destinata a rimanere aleatoria, fugace, effimera forma verso la quale rivolgere il nostro anelito che rimarrà tale proprio in virtù dell’impossibilità a compiersi e tradursi in materia vissuta.
Alla gente non piace la compagnia delle tue lacrime, preferisce andare a braccetto con i tuoi sorrisi. Le lacrime saranno solo tue amiche e nessuno le vorrà vedere.
Tu decidi chi amare? Io decido di non amare chi “decide di amare”…se solo non fosse che io non riesco proprio a decidere chi amare!
Son così cangianti i volti degli ipocriti quanto necessari i moti del Vento.