Daniela Aspa – Tristezza
Capita che i miei pensieri siano tristi, ma la mia anima cerca sempre la luce.
Capita che i miei pensieri siano tristi, ma la mia anima cerca sempre la luce.
Anche se il tempo cicatrizza un dolore, mai potrà fartelo dimenticare, l’importante sarebbe non pensarci, si, è questo l’unico regalo che al tuo cuore devi fare.
Che cos’è il dolore? Una sensazione che non vuol cancellarsi, una sensazione ambiziosa.
Lacrime. Sagge parole dette con gli occhi.
Dopo che è stato dato cuore e anima, tutto svanisce in un vuoto senza vie d’uscita e si è soli ad affrontare tal sofferenza.
Il lento deterioramento non desta sospetto perché si dilegua alla nostra coscienza, ma ci conduce verso un destino di sofferenza.
Ormai era come quel campanello che guasto non smetteva di suonare e nonostante mi tappassi le orecchie con forza non potevo fare a meno di sentirlo trillare… “gridare” quasi con insistenza penetrarmi nel cervello come a perforarlo… Sentivo dolore… Lacrime… l’urlo della mia anima che spezzava ogni possibile silenzio che tentavo con fatica di trovare per placare il “dolore”, ma… Nulla… Quel “suono” non cessava… Quel “grido” agghiacciante che mi spaccava l’anima proseguiva con crudeltà senza arrestarsi o placarsi… Stanco… Affranto chinai la testa come stordito o forse “dolorante” le palpebre sembravano incollate, le labbra non riuscivo a muoverle, mi sentivo “morto” o perso nell’incoscienza di esistere… Nella consapevolezza che ormai non potevo aggrapparmi a nulla non c’era niente o nessuno pronto ad afferrarmi per impedirmi di cadere nel baratro… Allora perché lottare!? Perché non chiudevo gli occhi e mi lasciavo cadere nell’oscurità che ormai si accaniva su di me!? Perché… Ero troppo stanco per capire cosa mi trattenesse da smettere di credere in qualcosa… Perfino le mie mani come le braccia erano immobili e il respiro quasi moriva in gola… Come ero arrivato a quel punto… Come potevo permettere che tutto ciò mi facesse male… Mi colpisse senza pietà… Ero inerme e gli occhi offuscati consapevole di non riuscire nemmeno a capire dov’ero… Mi sentivo solo annegare e non feci nemmeno il debole sforzo di rialzarmi… Benché mi resi conto del pavimento sotto di me freddo più d’ogni altra cosa e del buio della stanza che invece di arretrare sembrava venirmi incontro quasi a stringermi per soffocarmi in un abbraccio senza più luce.