Fabrizio De André – Tristezza
C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.
C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.
Ci sono due occhi che vomitano lacrime, un mascara nero che sporca il viso ed un maledetto biglietto stropicciato per il tempo e la stanchezza. Dietro ad un filo di un telefono c’è un mare di lacrime. Usami, come non hai fatto con nessun’altra; usa le mie mani, le mie carezze, le mie emozioni, i miei “Ti voglio bene” detti di corsa. Usa tutto ciò che di me hai nelle mani. E non preoccuparti di tutto ciò che distruggi, tanto è mio.
Se dovessi perderti… nell’amara solitudine potrei morire di dolore.
Non mi piace la nostalgia, a meno che non sia la mia.
Neppur se le stelle contavamo… non c’erano mai stelle sufficienti per farti restare lì con me.
Siamo tutti dei sottoprodotti di una società futuristica a dir poco malata!
È difficile, quando le stesse persone che ti rinfacciano di avere poca fiducia in te stesso minimizzano la causa del tuo dolore, accusandoti di piangerti addosso.