Adolfo Coppola – Uomini & Donne
Dannato fu il cuore di chi non raggiunse quello dell’amata donna.
Dannato fu il cuore di chi non raggiunse quello dell’amata donna.
Lei vede i demoni, io abito all’Inferno. Lei brucia nel fuoco, io riemergo dalle ceneri per morire ancora. Lei decide di farla finita, io già sto sottoterra.
Ci domandiamo che cosa daremo alla luce. Cosa uscirà dal travaglio? Un prematuro? Due prematuri? Tre aborti? Non importa. Bisogna continuare. Bisogna partorire se stessi. Abbiamo un appuntamento con uno sconosciuto lontano, il pittore che è in noi. A quarant’anni il bebè è nato. Per alcuni è una grande sorpresa, è un gigante. Per altri è gradevole, è vivo. Per altri ancora è drammatico, è un nato morto è un piccolo cadavere che si ritrovano tra le mani e che rende vani tutti gli anni di fatica.
Lei era la sostanza intangibile, la carezza impalpabile, l’emozione indescrivibile, lei amava con l’invisibile energia dell’anima.
Non sono gelosa, solo che non voglio vedere girare altre donne intorno al mio uomo se poi vogliono rischiare di portare una dentiera prima del tempo che facciano pure che le accontento.
La vita è troppo bella per viverla in due.
Capirai quanto amore avrà per te, non solo quando sarai felice con lui, ma anche quando ti aiuterà a renderti felice con te stessa!