Luigi Pirandello – Verità e Menzogna
Attori: Finzione! Finzione!Padre: Ma quale finzione, realtà! Realtà, signori, realtà!
Attori: Finzione! Finzione!Padre: Ma quale finzione, realtà! Realtà, signori, realtà!
Quale posto migliore se non il mischiare confondendo alcune verità, o parti di verità, in mezzo a tante menzogne, allo scopo di screditarle.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
Io mi vidi escluso per sempre dalla vita, senza possibilità di rientrarvi.
È sempre ciò che è verità pura che ci aiuta a comprendere. La falsità non aiuta a farlo.
Non mentire mai a nessuno. Perché quando lo fai la prima persona a cui menti è te stesso. Le bugie sono solo un breve alibi che cadrà non appena il tempo farà il suo corso. E credimi se ti dico che anche se apparentemente sembra che dicendo una verità si perde, con il tempo capirai che ci hai solo guadagnato.
Il problema di certa gente è che pensa troppo e per di più pensa male.