Lucia Lombardi – Vita
Il rispetto è attaccato al muro della SuperbiaBevuta a lunghi sorsiPorta alla cecità dell’Incoerenza.
Il rispetto è attaccato al muro della SuperbiaBevuta a lunghi sorsiPorta alla cecità dell’Incoerenza.
Io mi vidi escluso per sempre dalla vita, senza possibilità di rientrarvi.
La vita è come una medaglia, ciò che essa realmente rappresenta, non è in vista, ma è sull’altro lato quello rivolto al petto… dove solo il cuore legge!
Il sospirato ridestarsi del mondo mi conduce altrove, dove anche la banalità che mi circonda mi appare poetica.
La vita e la felicità erano le facce di una moneta che un giorno qualcuno, per dispetto, fece in modo che questa ruotasse continuamente su sé stessa, per impedire che entrambe si incontrassero. Ma ad un certo punto, la vita fu stanca di girare a vuoto, e raccogliendo tutte le sue forze riuscì a stringere la mano alla felicità. Una volta ricongiunte, divennero invincibili e rotolando di pari passo riusciranno a scalare persino la montagna delle avversità, e una volta giunte in cima vissero nuovamente in perfetta armonia come all’inizio dei tempi.
La verità assoluta non c’è. Tutti noi facciamo parte di un disegno immenso. Siamo come un granello infinitesimale di polvere rispetto a quello che circonda. Allo stesso tempo siamo noi con il nostro modo di fare che direttamente o indirettamente creiamo vita o morte. Nel nostro vivere quotidiano pensiamo quasi esclusivamente a noi stessi e siamo incuranti di quello che possiamo causare agli altri. Non siamo degni di essere giudici e giurie.
Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia.