Costantino Posa – Vita
Se l’uomo ricorda è perché il tempo passa via.Se l’uomo ricorda è perché invecchia.Ma se l’uomo ricorda è perché ha vissuto.
Se l’uomo ricorda è perché il tempo passa via.Se l’uomo ricorda è perché invecchia.Ma se l’uomo ricorda è perché ha vissuto.
La lontananza può impedire una carezza, ma non può impedire un pensiero.
Ama la vita per primo, rispettandola e rispettando gli altri. Non sostare sulla strada, ma percorrila fino alla fine.
Non conviene riempire di miele un vaso che sa di aceto, diceva Sofocle. E, forse, dico io, questa saggezza vale anche per tutte quelle relazioni (amicizia, amore, simpatia, etc) che sono partite da binari sbagliati, che sono finite su strade chiuse, che si sono sbriciolate alla prima difficoltà, che si sono rivelate dannose e deleterie per noi o per l’altro, a perfido dispetto della speranza ripostavi, degli occhi lucidi e del cuore palpitante. Non conviene tirarle su, ripararle a tutti i costi, fare immani fatiche per reindirizzarle sulla strada giusta, ostinarsi a credere che possano raggiungere una qualsiasi meta, decorarle di attese e avverbi dubitativi, addolcirle di pazienza e musica. Non conviene, soprattutto se ogni nostro gesto e tentativo è puntualmente ignorato o boicottato dalla controparte. Non conviene inseguire il giorno, non conviene illuminare il cielo della notte, perché ci sono stelle che, con troppa luce, non potremmo vedere. Ci sono stelle che disegnano miti e leggende (un lampione non lo sa fare), stelle che ci ridimensionano nella nostra confortevole piccolezza, consolandoci al contempo del nostro sentirci smarriti sotto un cielo che avremmo voluto dividere e condividere con chi già dormiva, andava, moriva, spariva, non c’era e non c’era mai stato.
Penso a coloro che nonostante abbiano tanto dalla vita non danno alla vita. Penso a coloro che soffrono senza meritarlo e non ricevono da chi potrebbe “dare”. Penso a coloro che vivono per fare del male quando potrebbero “almeno” non fare nulla. Penso a chi crede di essere onnipotente: di Onnipotente ce n’è uno solo… Lui si che può tutto. Penso a coloro che non credono nell’aldilà; per questo temo che in Paradiso ci sarà poco “traffico”. Penso.
Nel silenzio c’è l’infinito, nei miei occhi la vita che vorrei.
In quella nottedove il dolore era padronela paura era reginadistesa su quel divanosentii quelle forti mani,ruvide,nodose,inconfondibili…che mi prendevano le miee mi sollevavano.Nessuno era difronte a meeppure la presenza era fortetangibilee un sussurro veniva dal nullaquella voce che mi diceva”forza ce la farai”…eri tu.Grazie papà.