Silvana Stremiz – Vita
Ti ho donato la mia anima, avresti potuto abbracciarla e invece l’hai uccisa.
Ti ho donato la mia anima, avresti potuto abbracciarla e invece l’hai uccisa.
Non sono il fragile pioppo che trema nell’aria sono una figlia afgana, con il diritto di urlare.
I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.
Ognuno di noi ha una sua storia, lasciata scritta da qualche parte ma non si sa dove e chi l’abbia scritta. Il viaggio che intraprendiamo alla ricerca di questa verità è il gioco della vita.
Ciò che ci appartiene non è mai un nostro possesso, è solo un dono passeggero. Vivi dunque immensamente ogni passo nuovo che la strada della vita dona al tuo essere.
“Chissà, forse, si vedrà”; preferisco si o no. 40,50,60; preferisco 0 oppure 100. Giallo, verde, rosso; preferisco bianco o nero. Soprattutto il nero.
Non lasciare che il giorno finisca senza aver sfiorato qualche tuo sogno, senza aver lasciato spazio all’incanto delle cose semplici, senza aver raccolto qualcosa di nuovo nel cuore.