Carlo Cassola – Vita
Nulla è più stupefacente di un’esistenza comune, di un cuore semplice.
Nulla è più stupefacente di un’esistenza comune, di un cuore semplice.
Ci sono momenti in cui è necessario fermarsi per guardarsi dentro. È necessario capire se quello che stiamo vivendo ci appartiene. Il lavoro, la casa, gli affetti. Sarebbe necessario capire o perlomeno provare. Provare a capire. Capire poi cosa? Intuire se siamo felici?Capire se ciò che ci siamo costruiti in anni di dure esperienze personali ci aggrada? Magari teorizzare le nostre sfortune o lodarci dei successi ottenuti. Io non so se ne vale realmente la pena. Non so se esiste una cura a quell’indomabile senso di vita che mi porto dentro. O perlomeno una cura stabile. Certo l’amore è un buon rimedio, ma spesso è talmente fugace che non ci da nemmeno il tempo di riconoscerne gli effetti. Forse le amicizie, anche se ho imparato a mie spese che spesso si rimane soli.Sicuramente potrebbe essere la fede; tanto è “a senso unico” e possiamo convincerci di ciò che vogliamo. In sostanza non trovo ancora un appiglio per uscire da questo tunnel; tunnel in cui sono caduto per sbaglio e che non voglio percorrere perché, anche se non riesco a vederlo, so con certezza che esiste un posto dove posso far riposare i miei pensieri e dove potrò finalmente ascoltare tutto ciò che il mio cuore avrà da dirmi. Ti amo Vita! Ti prego non abbandonarmi mai…
Se dopo aver lanciato il sasso, qualcuno grida “ahia”, allora hai fatto centro.
Non sono mai invecchiato, ho conosciuto solamente giovinezze successive.
La vita è l’attimo di un istante che passa e non torna più.
Bisogna cogliere l’attimo e vivere la vita assaporandone ogni momento, affrontando con pazienza e serenità i problemi che essa ci riserva. Sdrammatizzando e tollerando, vivendo ogni attimo con leggerezza e gioia. Ricordiamoci di portare sempre un sorriso con noi da regalare alle persone che incontriamo, perché con il nostro sorriso possiamo rallegrarle e rassicurarle.
Un uomo spesso deve essere testimone forzato di ciò che vede, ma resta alla propria coscienza farne parte attiva.