Marco Teocoli – Vita
Il bello della vità è anche questo, essere coscienti di avercela fatta, ma incoscienti nel farcela ancora una volta.
Il bello della vità è anche questo, essere coscienti di avercela fatta, ma incoscienti nel farcela ancora una volta.
Vivevamo di felicità, vivevamo di emozioni, la terra emanava un profumo affascinante e non importava cosa facevamo, l’unica cosa che contava era essere sempre assieme. Potevamo trovarci in qualsiasi posto del mondo, poteva anche fare un freddo ladro, ma c’era sempre il sole. La magia di felicità ci ricopriva il volto di sorrisi e il calore di sentirsi a casa dovunque ci trovavamo ci riempiva il cuore di gioia, non riuscivamo proprio a guardare le nuvole, eravamo ciechi.
É la luna che scompare.Sono le stelle che si nascondono, non io.É la città che svanisce, io resto con le scarpe dimenticate, la mia calza invisibile.É il richiamo di una campana.
Dammi un bacio, anzi due. Uno lo porto con me, l’altro lo chiudo nel cassetto…
Mi sembrava che solo le cose brutte avessero una loro consistenza permanente, che quelle belle tendessero dissolversi con una rapidità imprevedibile.
Essere buoni significa essere in armonia con noi stessi, mentre si è in disaccordo quando si è costretti a essere in armonia con gli altri.
Se ci fermassimo un attimo a pensare alla nostra vita che tutti definiscono come una corsa senza fine, sapremmo bene però che una fine c’è ed è sempre la stessa per tuttiindipendentemente dal fatto di essere ricchi o poveri, belli o brutti, buoni o cattivi.Allora perché correre, proviamo a rallentare e a guardarci intorno. Viverla questa vita, giorno per giorno ogni singolo minuto in armonia con se stessi, con chi ci circonda e chi ci ama e pensare che l’importante, alla fine, non è la strada percorsa che conta, ma il come e perché la si è fatta.