Valeria Montepulciano – Vita
La nostra isola felice è un pensiero allettante quanto raro. Viverci, sarebbe come rimpiangere di essere tristi.
La nostra isola felice è un pensiero allettante quanto raro. Viverci, sarebbe come rimpiangere di essere tristi.
Ma sono di questo genere, proprio, per me, quelle Furie che agitano quelli che declamano, quando proclamano: “Queste mie ferite le ho subite per la libertà della repubblica, questo mio occhio l’ho perduto per voi. Datemi una guida, che mi guidi dai miei figli, che ci ho i tendini tagliati, che non mi tengono su il corpo”. Che sono cose che si potrebbero sopportare, se ci potessero aprire una via, per quelli che si avviano verso l’eloquenza. Ma con dei contenuti tanto sballati, con delle frasi che fanno tanto chiasso per così niente, ci guadagnano soltanto questo, quelli, che ci arrivano nei tribunali, che si trovano come sbarcati sopra un altro pianeta.
Persone con esperienza che ci guidano, senza condizionarci, ad illuminare e ritrovare il sentiero, che è sempre sotto ai nostri piedi, ma che la coltre della sofferenza, il buio della disperazione, la fitta pioggia della delusione, la luce abbagliante della felicità materiale, il rumore assordante della confusione, le macerie del crollo d’aspettative, ci avevano fatto credere di avere smarrito; possono farci solo bene.
Gli impostori sono una brutta razza, appartengono “agli infidi”.
Puoi superare una brutta infanzia se ne sopravvivi.
Se nella vita potessi avere ciò che voglio, vorrei qualcos’altro.
La vita spesso è fatta di tanti finti “ti voglio bene” e di troppi “vaffanculo” sinceri.