Alexandre Dumas – Vita
Mio padre era un creolo, suo padre un negro, e suo padre una scimmia; la mia famiglia, mi sembra, è cominciata dove la tua è finita.
Mio padre era un creolo, suo padre un negro, e suo padre una scimmia; la mia famiglia, mi sembra, è cominciata dove la tua è finita.
La vita è poesia e la morte è la sua prosa. Entrambe scrivono i capitoli della nostra storia.
Incontri casuali decisi dal vento accendono giorni ormai spenti da tempo, le strette di mano ridanno calore agli andati momenti vissuti col cuore, parlar della vita che piano ci segna, degli anni che vanno e si bruciano come fuoco di legna.Ritornano in mente le frasi più usate, gli sbagli, le donne, le mille cazzate, giornate a parlar del futuro nelle nostre mani lasciando da parte il momento, pensando al domani.Il domani poi arriva e stravolge le cose, e riempie di spine la vita come gambo di rose, divide le strade allontana, e noi siamo soffi di tramontana,vediamoci ancora, che dici, va bene dai ci sentiamo.Ciao dolci ricordi sbocciati di colpo da una stretta di mano.
Nella vita non serve a nulla avere un diploma o una laurea, se poi non riesci ad avere rispetto ed umiltà, per la persona che ti è di fronte, chiunque essa sia.
Non importa se cadi, se ti riempi di lividi per tutti i colpi che il destino ti infligge, non importa se è un continuo medicarsi le ferite, non importa se ti sbucci le ginocchia per ogni sgambetto che la vita ti fa, non importa se cadi, davvero non importa. La cosa importante però è trovare la forza di rialzarti sempre, ogni volta. Un giorno guardando quelle cicatrici non farai altro che essere fiero di stare in piedi.
Impiego un attimo ad alzare muri invalicabili e non basta una vita poi ad abbatterli.
Vivo di sogni perché sono io stessa un’illusione.