Stefano Del Degan – Vita
Vivendo nei riflessi dell’emancipazione, dimentichiamo il nostro ancestrale essere libero.
Vivendo nei riflessi dell’emancipazione, dimentichiamo il nostro ancestrale essere libero.
Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno.
Eterno e indivisibile, uno e moltitudine. Grato, ti accorgi di essere creatura venuta dal nulla e da un preciso desiderio d’amore. Curioso, ti chiedi come nascono le stelle e i sentimenti, ti chiedi dove dormono i ricordi. Hai voglia di sapere come andrà a finire, cosa c’è dopo il tonfo sordo di una manciata di terra gettata sopra un coperchio di legno. Hai fame, hai sete. Hai voglia di bellezza e di risposte. Non dimenticarlo mai. Non dimenticare chi sei.
Forse nessuno è un caso nella nostra vita, c’è chi arriva per aiutarti a combattere e chi per tenerti la mano mentre t’addentri nel mondo delle ombre. Se volgerai il tuo sguardo nel passato, ricorda chi ha allungato la mano e ti ha aiutato a rialzarti, chi ti ha asciugato le lacrime lungo il cammino e a chi ora ti è vicino mentre la strada si fa corta e stretta. Nessuno è un caso, tutti hanno un loro ruolo nella vita. Io ho capito il mio. Mi giro, m’inchino alla vita, apro le braccia ed attendo quell’ultimo volo dove potrò respirare ancora tra le nuvole.
La vita è come un grande libro, chi lo legge fa due cosa: comprende e non impara, oppure legge, impara e diventa una persona colta.
Ho ricominciato da capo talmente tante volte che oggi non mi fa più paura niente. Ho fatto errori, ho ascoltato i consigli sbagliati, ho guardato gli orizzonti che non erano giusti. Però se sono arrivata fino a qui un po di merito ce l’ho sicuramente. Quindi non mi scoraggio e vado avanti ancora e ancora.
Oggi la gente sembra guardare alla vita come a una speculazione. Non è una speculazione, è un sacramento. Il suo ideale è l’amore, la sua purificazione è il sacrificio.