Golda Meir – Vita
Avere settant’anni non è peccato.
Avere settant’anni non è peccato.
L’esperienza della vita, ponte tra il non essere e l’essere, pulsa di errori e vittorie, fallimenti e visioni durante un percorso che s’inerpica fra le fratture del tempo.
Il mondo!? Più lo guardo nel modo giusto e più mi rendo conto di quanto giri storto.
Forse la verità è che l’uomo esisterà come persona finché c’è ancora qualcuno disposto a credere nella sincerità, nella bontà di un cuore, negli abbracci che scaldano l’anima e nelle relazioni che colorano la vita.
Scoprire che la propria essenza va di pari passo con la vita è il dono più straordinario che a tutti noi è stato concesso.
Ci insegnano l’importanza della storia. La storia è il passato fatto di nomi, date, luoghi, emozioni. Ci insegnano a dimenticare il passato. Ma il passato è il nostro vissuto, è la nostra storia, esattamente quella che ci insegna la lezione. Dobbiamo imparare e non dimenticare, o quantomeno scegliere cosa dimenticare.
Tanti sono i momenti, ma fondamentalmente sono gli attimi che contano.