Cesare Pavese – Vita
Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l’andare degli anni si soffre sempre di più?
Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l’andare degli anni si soffre sempre di più?
Il rapporto con mia madre è come una caverna senza luce e uscita che io ho dovuto sempre ripercorrere nel corso degli anni, ma non ho trovato mai una soluzione. Ora sarebbe facile ripetere tutti i suoi difetti ma non serve. Ho imparato a pretendere di essere amata come desidero io, perche’se no quella caverna mi avrebbe risucchiata.
Proprio come succede con i temporali estivi anche la vita ti presenta qualche colpo di scena, che improvviso e con grande scompiglio, spezza certe consuetudini che rischiavano di soffocarti.
Vivere ai margini di una vita vera non corrisponde a “vivere”.
Ascoltare, capire il significato di ciò che sentiamo, bisognerebbe imparare a cogliere quello che di bello esiste ancora a questo mondo invece siamo capaci di trasformare una dolce melodia in un rumore assordante.
Ci devi riuscire piccolo mio. La vita è così, e se ti sentirai solo, guardati intorno amore, noi siamo qui con te. Se cadrai troverai il coraggio di riprovarci. Quando penserai che la fatica sia troppa, guarda il sole. Lui ogni giorno rimane su questa terra e lo sai perché? Perché ama vivere tesoro, perché la vita non è solo sudore, ma in cambio a quello che fai ti regala una gioia talmente grande che non basta tutto l’immenso cielo per contenerla. Riprovaci piccolino, non ti arrendere, un giorno capirai.
È così difficile essere diversi da come si è: giusti e obiettivi. Saggi e razionali. Quando le speranze si appropriano indebitamente di un cuore ormai debilitato dal silenzio e dalle sconfitte delle rese. Voli di sguardi nel cielo per incrociare una stella cadente, solo per rendere serena l’anima per convincerla che le cose importanti non siano andate perdute, ma solo nascoste al riparo dal tempo in quel luogo equivalente al paradiso che si chiama cuore. Aprire e donare il proprio cuore senza nulla chiedere è aver compreso il significato della vita; in questa realtà, che riflette inevitabilmente il fragile buio nella totalità indefinibile degli universi, che irrimediabilmente si celano nell’ignoto assoluto senza porne rimedio.