Phyllis Dorothy James – Vita
Verrà il giorno in cui ogni scienziato, persino Dio, dovrà trascrivere un esperimento.
Verrà il giorno in cui ogni scienziato, persino Dio, dovrà trascrivere un esperimento.
Viviamo in un mondo di promesse, fatte da bocche senza onore.
Quante volte ti dicono che sei cambiato, se diventato cinico, scostante, arrogante. Ti ritrovi con le tue maschere che non ti riconoscono più, i dolori, le sconfitte ma anche le vittorie e quanto tempo hai impiegato a far rimarginare in apparenza le tue ferite. Poi ti accorgi che a volte ti basta un sorriso sconosciuto, inatteso per ricordanti cosa sei veramente, anche se probabilmente gli altri, non lo sapranno mai, e tutto ricomincia come in una farsa dove tu sei l’unico spettatore.
Mutiamo tutti, da un giorno all’altro, per lente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ciò che ieri aveva scritto nelle misteriose tavole del cuore umano.
La peggior forma d’ignoranza, di meschinità che io abbia mai conosciuto è la meschinità del cuore, del suo uso improprio solo come muscolo, senza saperne ascoltare i battiti. Quel predicare il bene e vivere solo il male che vi è in noi. Il non sapere ascoltare il prossimo con la ragione del cuore, ma solo con la ragione di quella mente calcolatrice e disumana che è il cervello, quella parte “meccanica” che ci impedisce di sentire ed ascoltare veramente quello che gli altri “urlano” con quelle lacrime congelate nell’animo visibile solamente a chi vive con un “cuore vero”.
Tutto inizia. Tutto finisce. È il cerchio della vita. Non possiamo cambiarlo, solo accettarlo.
La vita è come suonare un assolo di violino in pubblico imparando mentre lo si esegue a suonare lo strumento.