Giuseppe Catalfamo – Arte
Mio personale giudizio sul 98% dei critici d’arte è che devono provare la stessa sensazione di un impotente che partecipa ad un orgia.Possono solo parlare.
Mio personale giudizio sul 98% dei critici d’arte è che devono provare la stessa sensazione di un impotente che partecipa ad un orgia.Possono solo parlare.
Onorare i nostri “vecchi” sarà quando verrà quel tempo nella vita che potremmo adottarli come nuovi figli.
A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignoralo.
Ci sono due correnti d’approccio alla “vita”.Gli Eletti che credono in un Dio.I Dannati che cercano senso e verità.Certo ci sarebbe una terza che non crede in Dio e non si pone domande… ma quelli sono Ominidi.
Per affacciarsi “oltre” non è la velocità della luce che bisogna “sfidare”, ma quella del “pensiero”.
L’arte è uno spazio senza limiti, un pensiero senza tempo, un sentiero senza fine.
L’artista deve essere nella sua opera come Dio nella creazione, invisibile e onnipotente, sì che lo si senta ovunque, ma non lo si veda mai. E poi l’arte deve innalzarsi al di sopra dei sentimenti personali e delle suscettibilità nervose. È ormai tempo di darle, mediante un metodo implacabile, la precisione delle scienze fisiche.