Giacomo Sonaglia – Arte
Quando dipingo mi illudo di poterlo fare per sempre.
Quando dipingo mi illudo di poterlo fare per sempre.
Serbare e tutelare l’arte, significa tenere viva la memoria di un intero popolo.
La danza è l’arte del corpo che dipinge arcobaleni in un cielo sbiadito.
Tutta l’arte è un vaneggio, la politica è un vaneggio; i supermercati e le autostrade, la scienza e la letteratura, la filosofia e la guerra. La religione è un vaneggio, le chiese e le sigarette. L’amore è uno dei vaneggi più grandi. Noi stessi siamo un vaneggio chimico che sta in piedi e parla per non so quale tipo di miracolo. Siamo arte, la terra è arte e un vaneggio perché l’universo è un vaneggio enorme. Questo stesso commento è un vaneggio, ma qualcuno potrebbe considerarlo poetico e quindi arte. Secondo me è arte tutto quello che contiene l’impegno di una qualsiasi parte del cervello e i sentimenti, soprattutto gli ultimi perché sono un vaneggio del cervello e aiutano a produrre arte, più grande è il sentimento, più grande è il vaneggio, più grande è l’opera. Oggi mi andava di pensarla così, domani potrei anche pensarla in modo diverso, ma credo di no, ne sono quasi certo.
La vendita di un disco o di un libro importa solo ai discografici o agli editori. Agli artisti, quelli veri, importa solo fare emozionare più gente possibile, fargli vivere le stesse emozioni che hanno provato loro. Rendersi immortali attraverso le loro opere.
L’arte non va mai guardata per quella che è, ma per ciò che rappresenta. Essa è libera espressione, pensiero, energia, passione, ma soprattutto profonda ed intensa umanità.
È necessario preparare la vista, esercitare l’orecchio, affinare l’olfatto, affinché si possa gustare al meglio l’arte in ogni sua forma.