Friedrich Wilhelm Nietzsche – Arte
I critici, come gli insetti, vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
I critici, come gli insetti, vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
Una foto non è altro che un piccolo pezzo di mondo raffigurante un’emozione… con te…
Penso che il lavoro dei più celebri registi, non sia nel limitarsi a realizzare semplicemente un film cinematografico, ma essenzialmente, nel prepararci psicologicamente a vedere quel qualcosa, che inevitabilmente avverrà o è già avvenuto nella nostra realtà.
Sto lottando con un quadro cominciato alcuni giorni prima della mia ricaduta, un falciatore, lo studio è giallo, terribilmente impastato, ma lo spunto era bello e semplice. E allora ho visto in questo falciatore – vaga figura che lotta come un demonio sotto il sole per venire a capo del suo lavoro – ci ho visto l’immagine della morte, nel senso che l’umanità sarebbe il grano che si falcia. È quindi, volendo, l’antitesi di quel seminatore che avevo tracciato prima. Ma in questa morte nulla di triste, tutto succede in piena luce con un sole che inonda tutto di una luce d’oro fino.
La vita che non si comprende la chiamiamo destino, ma ci costruisce una cornice vuota…
Una tela dipinta non è mai muta, parla con tutte le voci del mondo perché comunica con l’anima.
Mi piacerebbe non aver visto, né letto, né ascoltato mai niente… e poi creare qualcosa.