Anna Maria D’Alò – Arte
La vita che non si comprende la chiamiamo destino, ma ci costruisce una cornice vuota in cui noi siamo gli unici artefici nel dipingere il nostro capolavoro.
La vita che non si comprende la chiamiamo destino, ma ci costruisce una cornice vuota in cui noi siamo gli unici artefici nel dipingere il nostro capolavoro.
Un pensiero particolare sul giorno della memoria, sulla Shoah: ma quanti genocidi ancora sono sparsi nel cammino della storia fino ad oggi? Purtroppo la storia si ripete sempre e l’uomo è più incline all’errore che alla conoscenza dell’errore dall’errore, è più incline all’orrore che all’interpretazione dell’orrore e non cambierà mai se non si appella alla propria coscienza di uomo.
Nell’artista regna sempre un po’ del divino e un po’ di follia.
L’indecisione sospende il tuo agire e lo congela nel limbo dell’attesa.
Un’opera d’arte non è un essere vivente che cammina o corre, è la creazione di una vita che fa scaturire una reazione.Per alcuni è un miracolo della mano dell’uomo.Per alcuni è un miracolo della mente.Per qualcuno è un miracolo della tecnica.Per qualcuno conta quanto sia reale.Per qualcuno conta quanto sia trascendente.È come la Quinta Sinfonia: suggerisce un sentimento che riconosce solo chi l’ha provato almeno una volta e lo sta ricercando.Lo conosce ma vuole risentirlo.Lo conosce ma vuole rivederlo.Un’opera d’arte rivela che la natura non può fare ciò che fa l’uomo.
Un’attrice è qualcosa che si diventa, mentre è un artista chi è nato essendo già…
Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi.L’arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare.