Michele Sannino – Carità
Ho un’aspettativa nella mia vita, è come se fosse un grande desiderio: donare amore a chi non ha non ce l’ha, a chi è solo, e chi vive per essere amato, a chi è povero nel cuore e nell’anima.
Ho un’aspettativa nella mia vita, è come se fosse un grande desiderio: donare amore a chi non ha non ce l’ha, a chi è solo, e chi vive per essere amato, a chi è povero nel cuore e nell’anima.
Mi venne da pensare che, forse, il mio universo altro non era che una facciata di cartapesta.
L’amore è dare senza necessità di ricevere, donare è il nutrimento dell’anima.
La carità è porgere il cuore, dedicarti agli altri, donarti per migliorare la sua brutta realtà, non sani una sofferenza, col denaro. La nobiltà nasce dall’anima, no dal forziere, perché non sempre il problema è solo economico.
Se anche parlassi le linguedegli uomini e degli angeli,ma non avessi la carità,sono come un bronzo che risuonao un cembalo che tintinna.E se avessi il dono della profeziae conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,e possedessi la pienezza della fedecosì da trasportare le montagne,ma non avessi la carità,non sono nulla.E se anche distribuissi tutte le mie sostanzee dessi il mio corpo per essere bruciato,ma non avessi la carità,niente mi giova.La carità è paziente, è benigna la carità;non è invidiosa la carità, non si vanta,non si gonfia, non manca di rispetto,non cerca il suo interesse, non si adira,non tiene conto del male ricevuto,non gode dell’ingiustizia,ma si compiace della verità.Tutto copre, tutto crede,tutto spera, tutto sopporta.La carità non avrà mai fine.Le profezie scompariranno;il dono delle lingue cesseràe la scienza svanirà…Queste dunque le tre cose che rimangono:la fede, la speranza e la carità;ma di tutte più grande è la carità!
La carità dispensa lo stato dal suo dovere sociale.Equivale a demandare al privato una missione dello Stato.
Quante cose funzionerebbero in meglio se s’applicasse il vocabolo: condivisione.