Mariangela Lombardi – Cielo
Guardo il cielo e penso che lì c’è la libertà.
Guardo il cielo e penso che lì c’è la libertà.
Davvero, per coprirsi di un’alba. Il cielo dovrà essere puro come la notte.
I disegni avranno buon esito per le idee condivise col Creatore.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
In cielo c’è vita!
Io so cosa ho lasciato negli occhi del cielo.
L’amore viene prima che tu te ne accorga.
Davvero, per coprirsi di un’alba. Il cielo dovrà essere puro come la notte.
I disegni avranno buon esito per le idee condivise col Creatore.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
In cielo c’è vita!
Io so cosa ho lasciato negli occhi del cielo.
L’amore viene prima che tu te ne accorga.
Davvero, per coprirsi di un’alba. Il cielo dovrà essere puro come la notte.
I disegni avranno buon esito per le idee condivise col Creatore.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
In cielo c’è vita!
Io so cosa ho lasciato negli occhi del cielo.
L’amore viene prima che tu te ne accorga.