Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort – Abitudine
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
I lavoratori aspettano l’alba per incamminarsi al lavoro, altri l’oscurità.
Quello che può essere fatto lo si realizzi subito. Differendo potrebbe, poi, essere troppo tardi.
È più facile per un italiano gesticolare senza parlare che parlare senza gesticolare!
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
Scusate la confidenza ma è un problema di coscienza piacere a tanta gente, è una gabbia seducente.
Quando i piccoli gesti,e le espressioni del tuo amoreti prendono l’anima è segno cheha lasciato un segno per sempre.