Davide Trezzi – Abuso
Tutto ciò che cerchiamo di possedere, alla fine perisce sempre tra le nostre mani.
Tutto ciò che cerchiamo di possedere, alla fine perisce sempre tra le nostre mani.
Chi aveva colpito non poteva colpire di più nel segno. In una bambina e in un vecchio, in due ragazzi di quindici anni, in una donna, in un’altra donna: questo era il modo migliore di colpir l’uomo. Colpirlo dove l’uomo era più debole, dove aveva l’infanzia, dove aveva la vecchiaia, dove aveva la sua costola staccata e il cuore scoperto: dov’era più uomo. Chi aveva colpito voleva essere il lupo, far paura all’uomo. Non voleva fargli paura? E questo modo di colpire era il migliore che credesse di avere il lupo per fargli paura.
Lo stupro non è quello che necessariamente rilascia lividi sul corpo, ma quello che dilania, comanda e paralizza la volontà della vittima!
Sfortunatamente ho solo una bocca per bere tutto questo vino.
Siamo come dei fazzoletti, ci cercano, ci usano, poi ci gettano.
Viviamo in una società che dell’abuso ne fa uno stile di vita e con il suo incedere lede uno tra i principali fondamenti dell’essere uomo: “il rispetto e la sacralità della dignità dell’altro”.
La vera ignoranza emerge per mano di taluni individui, che per esprimere il proprio pensiero od il proprio dissenso, hanno bisogno di essere offensivi o scurrili.