Sara Tassone – Frasi d’Amore
Io credo nel perdono. Chi perdona conosce l’amore.
Io credo nel perdono. Chi perdona conosce l’amore.
Ciao amore mio, tutto bene?Qui diciamo che andrebbe sicuramente molto meglio se tu fossi ancora qui con me. Ma per il resto, tutto bene.Ho messo in ripetizione una canzone che amo, e mi accompagna mentre ti scrivo queste parole che, so già, non leggerai mai.Ma dimmi, ti ricordi ancora il nostro bacio sotto la pioggia? E chi se lo scorda. Dopo cena, ci siamo messi in macchina e tu mi hai fatto strada. Siamo rimasti per ore li dentro, mentre fuori pioveva a dirotto. I vetri erano appannati, e ricordo che ci siamo messi a scrivere e disegnare. Poi all’improvviso un bacio, quel bacio. Era l’inizio. E poi, quella stessa sera, sei andato in giro contento dicendo ‘lei è la mia fidanzata! ‘.e poi? Troppo velocemente abbiamo vissuto questa storia che adesso è rimasta solo un ricordo.Adesso ci restano solo quelli, i ricordi. Qualche frase che ancora si intravede su quei vetri, una strada che non ho più ripercorso senza di te, e nulla più.Mi manchi, ti sembra stupido vero? Che io stia qui a scrivere a un muro, a nessuno. Perché, in fondo, chi leggerà queste parole? Solamente io. E mi farà solo più male tutto questo quando, convinta d’averti dimenticato, realizzo che in verità tu ci sei sempre dentro me, ma non sei qui con me.Mi fa male, si. E non è vero che il cuore si spezza la prima volta, e poi gli altri sono solo graffi. Perché adesso ho davvero delle ferite troppo profonde per essere dei semplici graffi. Sono voragini, buchi incolmabili, pezzi che non riescono più a combaciare tra loro. E fa male, perché tutto quello che c’era dentro viene fuori, ed è difficile sostenere tutto questo. Tutto insieme.Cerco di conviverci, con la tua assenza.
Come si fa a smettere di sperare in qualcosa, se passo dopo passo la convinzione di essa ci logora come se volessimo morire per quella speranza? È innaturale non sperare in qualcosa, ma in quanti riescono davvero a non sperare? È una cosa che non facciamo volontariamente, sarebbe molto più semplice gestire il tutto è andare avanti senza sperare in niente, così da non rimanere delusi quando essa non succede affatto.
Come l’estasi d’amore nel momento della sua massima tensione e felicità è sicura di dover scomparire e morire l’istante appresso, così l’intima solitudine e l’abbandono alla tristezza erano sicuri d’essere a un tratto inghiottiti dal desiderio, da un nuovo volgersi al lato luminoso della vita. Morte e voluttà erano una cosa sola. La madre della vita si poteva chiamare Amore o Piacere, si poteva chiamare anche Tomba e Corruzione.
Non conta solo che ti amo ma anche che ti amerò.
A volte il mio cervello corre troppo avanti, e a volte il cuore corre perfino più veloce di lui.
L’Amore è il tentativo disperato di annullare la drammaticità dirompente subita al momento di prendere vita, venendo separati dal “Tutto”.