Maria Suppa – Anima
Gli occhi sono come le bocche, non servono parole per capirsi. I primi s’incrociano, le altre si sfiorano, e le anime si uniscono.
Gli occhi sono come le bocche, non servono parole per capirsi. I primi s’incrociano, le altre si sfiorano, e le anime si uniscono.
Siamo anime in continuo restauro per le lesioni scalfite dal tempo dell’inganno.
Perché il padre buono non potrebbe già respirare in noi senza il sostegno di una struttura dedita al lucro? Perché questo padre e questa madre, essenza e forma di vita come la sviluppiamo ogni giorno, non potrebbero già essere fusi in noi nello spirito che l’anima incarna? Perché la voce e lo spirito guida di quest’entità non potrebbero avere come termine religioso quello della coscienza?
La mia figura è un’acqua solida versata nel bicchiere incorporeo dell’aria.
Sei tu poesia in questa notte di malinconia…sei tu acqua in questo mio deserto…sei tu…
Le lacrime del cielo scendono giù copiose, e lavano il volto triste della terra che vuole tornare a sorridere.
Esiste uno spazio dell’anima dove c’è posto solo per se stessi, i bisogni dell’anima richiedono priorità assoluta e accade quando lo spazio intorno è saturato da quella inspiegabile ipossia dei coinvolgimenti.