Fernando Pessoa – Arte
La letteratura, come tutta l’arte,è la confessione che la vita non basta.
La letteratura, come tutta l’arte,è la confessione che la vita non basta.
Si attribuisce all’opera d’arte la virtù che nasce in noi stessi, di modo che diventa molto grave il pericolo per il critico, il quale non creda alla infallibilità delle teorie estetiche e delle tradizioni dell’arte, né presti troppa fede alle compassate sentenze del raziocinio.
L’artista è quell’uomo che vede la realtà, vera solo a metà, perché l’altra metà, lui…
Quando l’artista realizza qualcosa, essa diventa parte della società.
Amo scrittori, pittori, cantanti. Insomma io amo artisti e mi chiedo continuamente il perché. Sono loro ad affascinarmi perché vorrei avere qualcosa di loro, oppure trovo in loro qualche cosa di me?
In arte le buone intenzioni non hanno il minimo valore. Tutta l’arte peggiore è il risultato di buone intenzioni.
Spesso mi chiedo come mai si abbia, specialmente in determinate circostanze, questo bisogno incondizionato di scrivere, questa urgenza di permettere alle mie idee di assumere una forma concreta e plasmarsi secondo le esigenze di chiunque le legga. A questo quesito interiore rispondo semplicemente dicendo che ne sento il bisogno, un bisogno direi esasperato; immagino la scrittura come una vera e propria arte drammatica un po’ come recitare dove si indossano altri panni, si vivono altre vite e calarsi in un personaggio diventa necessario per simularne la parte. Così facendo si compie il miracolo di moltiplicare la propria esistenza, di entrare in un certo senso, in quello che potrebbe essere definita la “quarta dimensione” della mente.