Simone Rotondi – Ateismo
Non credo né in santi né in miracoli, perché vivo di pianti e di ostacoli.
Non credo né in santi né in miracoli, perché vivo di pianti e di ostacoli.
Presto ci sarà l’ondata di auguri per Pasqua, l’ennesima festa pagana (in lode a Eostre, dea della primavera) di cui i cristiani si sono appropriati per motivi politici e opportunistici, grazie a Costantino e al concilio di Nicea. Altro che “radici cristiane”, le uniche radici che i cristiani hanno tra le mani, sono quelle che hanno strappato dai culti pagani.
Anche il non credere è, alla sua maniera, una credenza.
Quando non si crede a niente si finisce per dare un senso a tutto, senza colpe o meriti al Divino.
La paura dell’ignoto spinge l’uomo a racchiudersi in rassicuranti leggi fisiche e matematiche; dove non riescono quest’ultime, interviene la religione.
Chissà se alla fine l’ateo rimane tale anche all’avvicinarsi della morte, e non si faccia…
L’ateo teme lo smarrimento correlato alla costatazione della propria piccolezza.