Dante Alighieri – Carità
[…] E ‘n la sua volontade è nostra pace:ell’è quel mare al qual tutto si moveciò ch’ella cria o che natura face.
[…] E ‘n la sua volontade è nostra pace:ell’è quel mare al qual tutto si moveciò ch’ella cria o che natura face.
Anche solo una piccola opera di bene può migliorare la vita di altri, che grazie al nostro piccolo contributo vivono meglio, e fanno vivere meglio anche noi.
Sostenere, tendere la mano, e un atto di carità ma, che non sempre ti pulisce l’anima, che non sempre è di aiuto.
Ho conosciuto persone povere ma dentro ricche, la cui anima non abbandonava mai l’essenza della generosità.
La carità è borghese, è un costume rabberciato, indossato per l’occasione, squallida come un signorotto che si toglie i guanti nel bel mezzo della piazza, mette le mani in tasca e lascia scivolare qualche spiccio nel cappello del barbone, guardandosi bene dallo stringere la mano o toccarlo. La carità è una beffa, sostituisce gli stati sui diritti che dovrebbe assicurare, ma non sostituisce la dignità e assicura lunga vita ai disonesti.
Quando ti prendi cura di qualcuno gli doni la parte migliore di te ed è bellissimo vedere nei suoi occhi l’universo.
Poche cose riescono a riempirci interiormente, quanto il metterci a disposizione del prossimo.