Carlo Peparello – Cielo
Quanti figuranti apparentemente figli del sole aprono l’ombrello all’ammiccar di una timida nuvoletta.
Quanti figuranti apparentemente figli del sole aprono l’ombrello all’ammiccar di una timida nuvoletta.
Lassù, dove il cielo inizia, la magia delle stelle ci accarezza.
Che me ne faccio di una stella se ho il cielo rotto.
Ieri, il mio sguardo è stato rapito dal cielo. Ho separato lo Spirito dal Corpo e lasciandolo libero di cavalcare il Vento, sono infine giunto sulle Nuvole. Ho avvertito un senso di Pace, un qualcosa oltre la percezione di Vita, di Morte… forse era solo Amore. Ieri, ho viaggiato sfuggendo al “tempo” e mi sono perso.
Gli eccessi sono autodistruttivi quando si subiscono, come lavorare troppo. Gli eccessi voluti portano appagamento e tutto ciò che appaga non fa mai male e non è mai tempo perso.
Anche se immortale e potente, se ha sottomesso le stelle ai suoi voleri di morte, come può Dio donare ai suoi l’amore macellando, rapendo, quello di un altro? Svela così la sua vera natura dietro l’apparenza, e i suoi veri scopi, mostrando volti e sembianze che lo smascherano. Non è odio, né troppa morale, la verità delle sue vittime (forse vittime della sua morale sciagurata). A volte è amorevole avvertimento, che mostra purtroppo la sua fine, prevista dalla scienza esatta. Per questo odiate.
L’ottusità nelle persone si manifesta quando vogliono una cosa che desiderano e che non possiedono e vi rinunciano per qualcosa che hanno ma che non desiderano.