Stefano Benni – Cielo
Quando l’ultima nuvola scivolò via dalla luna, l’ombra dell’uomo si allungò come se sgorgasse dalla terra. Un filo d’acqua scorreva tenace nel greto screpolato del fiume, e non faceva più rumore di un respiro.
Quando l’ultima nuvola scivolò via dalla luna, l’ombra dell’uomo si allungò come se sgorgasse dalla terra. Un filo d’acqua scorreva tenace nel greto screpolato del fiume, e non faceva più rumore di un respiro.
Il cielo ha cambiato colore. Pioggia incessante cade. Un lampo illumina il giorno, il rombo…
E poi si affaccia la sera, guardo triste le stelle, e cosa resta? Se non…
È inutile guardare il cielo per sapere cosa fare indicherà solo dove ti puoi trovare.
Anche se immortale e potente, se ha sottomesso le stelle ai suoi voleri di morte, come può Dio donare ai suoi l’amore macellando, rapendo, quello di un altro? Svela così la sua vera natura dietro l’apparenza, e i suoi veri scopi, mostrando volti e sembianze che lo smascherano. Non è odio, né troppa morale, la verità delle sue vittime (forse vittime della sua morale sciagurata). A volte è amorevole avvertimento, che mostra purtroppo la sua fine, prevista dalla scienza esatta. Per questo odiate.
Un cielo ricamato di stelle: custode dei sogni e delle tante promesse d’amore sussurrate.
La notte è meraviglioso attendere la luce. Bisogna forzare l’aurora a nascere, basta volerlo.