Marco Mei – Comportamento
Non c’è presuntuoso più grande di chi etichetta come veniali i propri errori soltanto dopo che gli altri glieli hanno fatti notare.
Non c’è presuntuoso più grande di chi etichetta come veniali i propri errori soltanto dopo che gli altri glieli hanno fatti notare.
Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un’amorevole capacità, una chiara intuizione e un’assoluta tolleranza.
Se in mezzo alle rovine di un rapporto sgretolato non si trova qualche lingotto d’oro con il quale poter ricostruire “le fondamenta”, non resta che soffiare via la cenere di un fuoco ormai spento e rimettersi in cammino. In attesa di volare, come un’Araba Fenice che, risorgendo dalle proprie ceneri, dà vita ad un miracoloso mutamento.
Ho fatto qualche stronzata, ma non l’ho mai chiamata “destino”.
Tutti i miei squilibri interiori sono perfettamente equilibrati tra loro.
L’insulto che lanciamo dall’alto della nostra presunta moralità è quasi sempre preventivo; evita improvvisi incendi alla nostra coda di paglia!
Se non sai indossare la coerenza, evita di vestirti di ipocrisia. Ti rende ridicolo.