Ade Becci – Stati d’Animo
Ci sono delle volte in cui non puoi fare a meno di chiederti: “e se fosse andata in un altro modo?”
Ci sono delle volte in cui non puoi fare a meno di chiederti: “e se fosse andata in un altro modo?”
“Diviene disumano il carnefice che cerca di disumanizzare la vittima, non la vittima.” Come fa ad essere umano un essere che fa del male ai suoi simili? Come fa a trattarli peggio di bestie sapendo che non lo sono. Ci vuole coraggio, ma soprattutto devono essersi strappati il cuore dal petto per torturare e rinchiudere le persone, senza pietà, senza esitazione, senza emozione. Per non dimenticare, ma soprattutto per non rifare più quell’errore, quello di sentirsi migliore, quello di sentirsi il più forte, quello di non tollerare le diversità, quello di punire spietatamente senza alcun diritto di farlo, quello di non essere umani e di vietare ad altri di esserlo.
Se qualcosa ci sorprende, accade. È bello venire sorpresi e non capita spesso ma quando capita accade ed esplode. È così l’emozione. È in quel “capita” il fragore.
La malinconia non saprei davvero come collocarla nella famiglia degli stati d’animo. Somiglia alla tristezza, ma più raffinata ed elegante, è timida celandosi dietro un accenno di sorriso, cammina fiera, petto in fuori, ma sbircia alle sue spalle illudendosi di essere seguita dal ricordo, sbatte la porta sperando che non si chiuda del tutto e si nutrirà di quello spiraglio. La riconosci all’istante nello sguardo di chi hai di fronte perché ti trapassa alla ricerca di un rimpianto, la malinconia non è per tutti, è un fregio complesso per gli animi semplici.
Vorrei vedere più valori e meno materialismo. Mi piacerebbe vedere risaltare concretezza, dignità e sani principi. Invece vedo un grande spreco di materialismo, di svendita di valori e bugie che vivono di ipocrisia.
Non voglio essere forte, se ad esserlo, il caso mi pone la fragilità. Ed esserlo, lo si è senza prove, senza testimonianze.
La vita è un apostrofo rosa tra un vaffanculo e sti cazzi!