Albert Camus – Ipse dixit
Non voglio essere un genio: ho già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo.
Non voglio essere un genio: ho già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo.
Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni!
Sarei felice di darti metà dell’intelligenza che mi si attribuisce per metà della tua bellezza.
Ma andate a vedere cosa è un ciclista e quanti uomini vanno in mezzo a la torrida tristezza per cercare di ritornare con i miei sogni di uomo che si infrangono con droghe ma dopo la mia vita di sportivo.
Una volta! In fondo credo questo mi sarebbe bastato: il mio cuore avrebbe fatto il resto.
Le impronte digitali ai bambini nomadi e una legge per non fare processare i delinquenti che governano? Mi vergogno di essere italiano.
Io resisto.