Alessandro Ammendola – Stati d’Animo
Quante lacrime ho consumato senza rendermi conto che, in fondo, la vita mi curava in silenzio.
Quante lacrime ho consumato senza rendermi conto che, in fondo, la vita mi curava in silenzio.
Sono le circostanze che, spesso, ci fanno cambiare opinione. Prendiamo, per esempio il tempo: nei giorni lavorativi è “tiranno”, nei giorni festivi è “libero”.
Gli abbracci: l’unica cosa al mondo che dovremmo regalare ogni giorno a chi amiamo. Sono gratis ma valgono molto di più di tanti regali, molto più di mille parole. Sono emozioni che parlano sottovoce ma arrivano dritto al cuore.
Allora è meglio che tornino le ombre… fa troppa luce la parola Sempre.
Ho idee ribelli e sentimenti succubi.
A volte basterebbe coprire il silenzio con molto rumore, ma non toglierebbe il dolore. Dicono che tutto passi, ma chi lo dice non ha mai indossato la mia pelle.
Era un sabato sera di dicembre. Ero nella mia stanza e stavo bevendo molto più del solito. Mi accendevo una sigaretta dietro l’altra pensando alle ragazze, alla città, e agli anni che avevo davanti a me. Guardavo davanti a me e non mi piaceva quasi niente di quello che vedevo. Non ero un misantropo o un misogino ma mi piaceva star solo. Si stava bene seduti tutti soli in uno spazio ristretto a fumare e a bere. Avevo sempre fatto ottima compagnia a me stesso.