Alessandro Canella – Felicità
Nessun piacere sembra più durevole dell’effimero.
Nessun piacere sembra più durevole dell’effimero.
Vorrei tornare indietro a quell’istante per fermarlo, prenderlo, accartocciarlo e metterlo tra le mie mani, come si farebbe con un piccolo uccellino, per annusarlo un attimo prima di porgere le mie mani chiuse sopra il cuore, metterlo dentro come fosse una gabbia, in modo che non possa più fuggire via col tempo, così rimarrà sempre dentro di me. Quell’istante, e chiamarlo “felicità”.
Pensai, e vidi crescere erba nel campo della speranza, realizzai, e su quell’erba vidi fiorire l’albero della gioia.
Spesso immaginiamo e cerchiamo la felicità lontano da noi, senza renderci conto che essa è a portata di mano, nelle piccole cose di ogni giorno.
Inseguo la tristezza per non abituarmi alla felicità che quieta mi raggiunge.
Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità, ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena.
Fin quando esisterà l’amore, si conoscerà la felicità.