Alessandro D’Avenia – Anima
Le pagine diventano bianche, manca inchiostro alla vita.
Le pagine diventano bianche, manca inchiostro alla vita.
Scrivere è qualcosa di intimo, più intimo del sesso, quello lo si fa uno incastrato all’altro, si fa senza studiare il corpo che si ha di fronte, dentro. Scrivere è spogliarsi di fronte a qualcuno, lasciarsi spogliare così, nudi e in piedi, pieni di difetti di carne.
Tutto ciò gli faceva ricordare quel che era avvenuto l’anno scorso, in quell’albergo della cittadina di provincia, al letto di morte di suo fratello Nikolaj. Quella era una sventura e questo, del parto, invece era un avvenimento lieto. Ma tutt’e due le cose erano fuori dalle condizioni ordinarie di vita, erano come spiragli dai quali si vedeva una luce superiore. E l’anima, contemplando questa luce superiore, si eleva ad altezze neppure immaginate prima e dove la ragione non poteva seguirla.
Bisogna andare oltre il cuore per giungere all’anima.
Siamo anime imbrigliate nel tempo e luce nella nebbia.
Non serve a nulla urlare, chi non vuole capire non sentirà mai nemmeno il più…
Desidero la mia anima limpida solcare i cieli alla ricerca della sua meta.