Alessio Scollo – Figli e bambini
L’unico gesto di mio padre che ho apprezzato è stato quando se ne è andato via di casa.
L’unico gesto di mio padre che ho apprezzato è stato quando se ne è andato via di casa.
Stringendoti a me Figlio ho compreso perché sono qui.
Non puoi distinguere il figlio di un milionario da quello di un miliardario.
Basta niente, in questo periodo, per farmelo tornare in mente. Non fa che insinuarsi tra i miei pensieri, anche la notte, schiacciato come un fiore appassito fra le immagini di Hanna ed Emmeline e Riverton: il mio nipotino. Fuori del tempo e fuori posto. In certi momenti è il bimbo di tanti anni fa, con la pelle tenera e gli occhi sgranati, subito dopo l’uomo che è oggi, svuotato dall’amore perduto. Vorrei rivedere il suo volto. Toccarlo. Il suo bel volto, cesellato, come ogni altro volto, dall’abile mano della storia. Decorato dal colore dei suoi avi, da un passato che conosce appena. Un giorno tornerà, su questo non ho dubbi, perché la casa è una calamita capace di risucchiare anche il più sbandato dei figli, ma non so se sarà domani o fra anni.
Il dono più prezioso che puoi offrire a un figlio è accompagnare il suo tempo, essere il sostegno delle sue paure, essere la luce, limpida certezza nella sua vita. Lui è il bene che nessun amore potrà mai superare, una storia che mai finirà.
Beati coloro che possono sempre avere tanta forza da piangere il loro peccato contro il cuore di un padre.
I figli sono di chi li cresce, li educa, li ama. Ed è per questo che molti bambini hanno un solo genitore.