Alessio Scollo – Morte
Alle volte mi estinguo!
Alle volte mi estinguo!
Le donne amano i complimenti, anche quelli bugiardi.
È evidente che il matematico che pensa che 2+2 faccia sempre 4 non è un buon matematico.
Queste due donne erano molto diverse fra loro, ma in questo non differivano punto: tutt’e due sapevano indubbiamente che cosa fosse la vita e che cosa fosse la morte e milioni di persone lo sapevano come loro. La prova che esse sapessero con certezza che cosa fosse la morte stava nel fatto che esse potevano avvicinare i moribondi senza dubbi e senza paura. Invece Levin e gli altri come lui non lo potevano, perché avevano paura della morte. Se Levin si fosse trovato solo con suo fratello lo avrebbe guardato con terrore e con maggiro terrore avrebbe aspettato, senza sapere che cosa fare. Non sapeva che dire, dove guardare, come camminare. Parlare di cose strane era sconveniente, parlare della morte era impossibile ed impossibile era tacere. “Se lo guardo penserà che l’osservo, che ho paura; se non lo guardo penserà che ho la mente altrove; se cammino in punta di piedi gli dispiacerà; e se cammino come se niente fosse sembrerò brutale”. Kitty non pensava a sé, non ne aveva il tempo; pensava a lui.
Peccato che se ne vadano le brave persone, perché la spazzatura non la vuole nessuno!
La morte. La più temuta delle pene, la più sicura delle mete.
Era pazza di me… si vedeva dal modo in cui non mi guardava.