Alex Pramix – Tristezza
Guardo le mie mani e sono maledettamente vuote. Quello che avrei voluto afferrare se n’è andato e il resto è scivolato via.
Guardo le mie mani e sono maledettamente vuote. Quello che avrei voluto afferrare se n’è andato e il resto è scivolato via.
Quando sono triste guardo l’arcobaleno. E se non c’è, lo invento.
C’è gente che piuttosto di darti una mano a risalire ti dà una spinta per affondare.
Eppure, delle volte, il silenzio urla il dolore che non riesci a dire.
Anch’io ho sbattuto il mio entusiasmo contro un muro, lo prendevo a pugni fino a sanguinare e continuavo a picchiare, ma il mondo restava com’era, spiacevole, mostruoso, letale.
Sfogo la mia rabbia con la forza di un felino. Intanto dentro mi rodo e intristisco con la sensibilità di una bambina.
In realtà… anche quando ci sentiamo morire dentro… Nel profondo sogniamo di vivere ancora.