Alexandre Cuissardes – Politica
Per quanto molti di noi si diano da fare per diventare come i politici loro riescono sempre ad inventare qualcosa di nuovo e di peggio dall’ultima trovata per riprendere le distanze.
Per quanto molti di noi si diano da fare per diventare come i politici loro riescono sempre ad inventare qualcosa di nuovo e di peggio dall’ultima trovata per riprendere le distanze.
Il culmine del potere nel mondo di oggi sta nel potere di emissione del denaro. Se tale potere venisse democratizzato e focalizzato in una direzione che tenga conto dei problemi sociali ed ecologici allora potrebbe ancora esserci la speranza di salvare il mondo.
In un paese con i nervi a pezzi basta poco a far nascere nuovi pazzi. Ma sarebbero poi veramente dei pazzi?
Il compromesso storico non è stato altri che perpetrare la corruzione democristiana con il rigore comunista.
La nostra speranza, va riposta sempre nelle nuove generazioni comunque esse facciano, fanno sicuramente meno danni e meglio delle generazioni geiatriche e cariatidi che vanno, o curate dalle loro famiglie, nelle loro case o case di cura e ospizi o se parassitarie… estirpate.
Siamo pazzi, siamo squilibrati, siamo quelli che sbottano, che usano violenza, i ribelli senza un obiettivo, i rivoluzionari senza una rivoluzione in una società dove crisi è il suo secondo nome in un mondo finito e senza un lieto fine.
È il 19 luglio 1992 che finisce la giustizia italiana, una fine che arriva nel modo più efferato e drammatico che si può immaginare. Una fine che si vede negli occhi lucidi, increduli e rassegnati di un uomo che allora era uno degli ultimi uomini della vera giustizia. Tutto di li in poi si sgretola in un sistema che così brutalmente malato che ci ha portati a questa attuale situazione, perché di Uomini di giustizia come quelli capitano una sola volta e gli si abbandona a un destino che viene ritenuto sia solo il loro, e si arriva a capire troppo tardi che con loro è morto lo spirito di giustizia e legalità del “Bel Paese”.